Archivio per la Categoria fauna

Pipistrelli-chirotteri.com NUOVA PAGINA WEB SUI PIPISTRELLI

Posted in animali, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, ultrasuoni, zoologia on Settembre 11, 2008 by miriell

Ciao a tutti;) La mia nuova pagina web sui pipistrelli …andate all’indirizzo : www.pipistrelli-chirotteri.com

pipistrelli-chirotteri.com

Che furbetti i pipistrelli ;)

Posted in animali, chirotteri, fauna, pipistrelli on Giugno 23, 2008 by miriell

Alcuni ricercatori statunitensi hanno scoperto che probabilmente, per evitare fastidiose interferenze, alzano la “voce”. O meglio riescono a modulare, in una frazione di secondo, la frequenza del suono emesso su un tono più alto (di solito di 3 kilohertz), rispetto ai compagni di caccia. È questo, secondo i ricercatori, il trucco che permette loro di avere sempre il pasto assicurato. Un sistema che potrebbe essere utilizzato per migliorare le prestazioni dei radar utili alla navigazione aerea.

Scoperto il fossile del più antico pipistrello

Posted in ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, zoologia on Maggio 11, 2008 by miriell

E’ stato scoperto, nel Wyoming negli Stati Uniti, l’anello mancante fra il moderno pipistrello e gli antenati incapaci di volare. La nuova specie, chiamata Onychonycteris finneyi, appartiene all’ordine dei Chiroptera ed e’ descritta su Nature da un gruppo di ricerca coordinato da Nancy Simmons del museo Americano di Storia Naturale. ‘Appena abbiamo visto il fossile, abbiamo subito notato la sua unicita” ha osservato Simmons. ‘Si tratta chiaramente di un pipistrello – ha aggiunto – ma diverso da tutti quelli gia’ noti’.
Il fossile, che risale a circa 52 milioni di anni e che rappresenta il piu’ antico pipistrello mai conosciuto, fa luce anche su un annoso dibattito dimostrando definitivamente che l’ecolocazione, l’emissione di ultrasuoni, dei quali i pipistrelli poi captano i segnali riflessi per navigare e cacciare le prede, e’ stata sviluppata dopo l’abilita’ di volare.
Nel cranio dell’esemplare, infatti, mancano le strutture ossee che si trovano all’interno e dentro le orecchie dei moderni pipistrelli capaci di emettere ultrasuoni. Ma le sorprese non finiscono qui, l’attento esame dello scheletro dell’Onychonycteris ha rivelato, per esempio, che l’esemplare possedeva artigli su tutte le cinque dita, contrariamente ai moderni pipistrelli che hanno artigli sono su due dita. Questa caratteristica insieme con le proporzioni degli arti (zampette posteriori piu’ lunghe di quelle anteriori) dimostra, inoltre, che questi piccoli mammiferi erano anche in grado di arrampicarsi sugli alberi e appendersi ai rami.
Le corte e larghe ali, invece, suggeriscono che l’esemplare non fosse in grado di volare per lunghi tratti e velocemente come i moderni pipistrelli. Mentre una larga coda, simile a quella che i moderni pipistrelli usano per catturare le prede, era usata come profilo alare per aiutarsi nel volo. I denti del fossile, infine, secondo lo studio, indicano che la dieta dell’antico pipistrello fosse composta soprattutto da insetti, come i moderni discendenti.

Chi ha paura dei pipistrelli?

Posted in animali, biologia, chirotteri, fauna, pipistrelli on Maggio 11, 2008 by miriell
Particolari del musetto di un pipistrelloCome fanno i lepidotteri ad accorgersi dell’attacco dei loro principali predatori notturni, i pipistrelli? Le loro orecchie sono infatti tra le più semplici dell’intero regno animale, con appena 2 o 4 neuroni sensibili alle vibrazioni attaccati a un piccolo timpano. Un nuovo studio ha dimostrato che la loro sensibilità cambia in base al suono emesso dai pipistrelli. Più questi si avvicinano, più ovviamente aumenta la frequenza e la forza del suono che emettono: e l’orecchio del lepidottero si adatta dinamicamente e diventa più percettivo. Come se non bastasse, l’orecchio dell’insetto rimane particolarmente all’erta per alcuni minuti dopo l’attacco, pronto a percepire il ritorno del nemico.

Studio getta nuova luce sul magnetismo animale dei pipistrelli

Posted in animali, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, ultrasuoni, zoologia on Aprile 19, 2008 by miriell

 

 Un gruppo di scienziati ha scoperto che i pipistrelli utilizzano una sostanza magnetica chiamata magnetite come «bussola interna» di ausilio all”orientamento. La ricerca, che è stata parzialmente finanziata dall”Unione europea attraverso una borsa di studio Marie Curie, è stata pubblicata sulla rivista «PLoS ONE».

La capacità dei pipistrelli di orientarsi utilizzando il campo magnetico della Terra è stata scoperta nel 2006, ma finora il meccanismo impiegato è rimasto un mistero. Utilizzano un sistema dipendente dalla luce, come molti altri volatili, oppure nelle loro cellule, come in quelle di alcuni altri animali, sono presenti speciali scomparti contenenti magnetite che fungono da bussola?

In quest”ultimo studio, un gruppo di scienziati dell”Università di Leeds (Regno Unito) e dell”Università di Princeton (USA) ha esposto alcuni pipistrelli bruni giganti (Eptesicus fuscus) a un impulso magnetico 5.000 volte più forte del campo magnetico della Terra, ma orientato nella direzione opposta. Se, come si ritiene, la capacità magnetica dei pipistrelli si basa sulla magnetite, tale impulso invertirà la polarità delle particelle di magnetite, trasformando effettivamente il nord in sud.

«Avevamo tre gruppi di pipistrelli. Uno era stato sottoposto all”impulso magnetico con un diverso orientamento, mentre un gruppo di controllo non aveva ricevuto alcun impulso», ha spiegato il dottor Richard Holland dell”Università di Leeds. «Il terzo gruppo era stato esposto all”impulso, ma con lo stesso orientamento del campo magnetico della Terra. Includendo questo gruppo nello studio, avremmo potuto facilmente constatare se i cambiamenti comportamentali scaturissero dalla confusione provocata dall”impulso stesso anziché dall”impatto del suo orientamento sulla magnetite.»

Successivamente i pipistrelli sono stati liberati e il loro percorso è stato seguito tramite radiotrasmettitori applicati sugli animali. È emerso che il gruppo di controllo ha fatto ritorno a casa come al solito, analogamente ai pipistrelli che avevano ricevuto un impulso orientato nella stessa direzione del campo magnetico della Terra. Tuttavia, la metà dei pipistrelli che era stata esposta a un impulso orientato in senso contrario rispetto al campo magnetico della Terra si è diretta nella direzione opposta.

«Questo risultato ha dimostrato chiaramente che è la magnetite presente nelle cellule dei pipistrelli a orientare la loro direzione; siamo infatti riusciti a modificare il modo in cui questi animali utilizzavano tale sostanza come una bussola interna, trasformando il nord in sud», ha osservato il dottor Holland. I pipistrelli che sono volati nella direzione giusta avrebbero potuto ricorrere a segnali di orientamento supplementari quando si sono resi conto che qualcosa non andava nella loro sensibilità magnetica, ipotizzano gli scienziati.

È stato scoperto che un”ampia varietà di specie possiede una sensibilità magnetica, tra cui uccelli, insetti, aragoste, salamandre, tartarughe, pesci, mammiferi e batteri. La prossima sfida per i ricercatori sarà scoprire il funzionamento della sensibilità magnetica nei pipistrelli.

«Per ora, non si conosce l”ubicazione delle cellule recettrici che contengono la magnetite nei pipistrelli e, inoltre, non è ancora stato possibile definire la struttura di questo tipo di cellule in alcun animale», dichiarano i ricercatori. «Per capire il funzionamento della magnetoricezione da parte delle cellule che contengono magnetite è indispensabile riuscire a definire l”ultrastruttura dei magnetorecettori.»
Fonte: Cordis (03/03/2008)

Api e pipistrelli: misteriosa peste

Posted in animali, biologia, chirotteri, fauna, pipistrelli, scienze on Marzo 31, 2008 by miriell

Seminari 2008 sui pipistrelli in Inghilterra:)

Posted in animali, biologia, chirotteri, fauna, pipistrelli, scienze, zoologia on Gennaio 23, 2008 by miriell

link

Seminario interessantissimo:)

Un pipistrello tutto sardo….

Posted in animali, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze on Dicembre 12, 2007 by miriell

I pipistrelli insegnano…

Posted in chirotteri, fauna, pipistrelli, scienze, ultrasuoni on Novembre 21, 2007 by miriell

Qualche tempo fa un gruppo di scienziati della Gran Bretagna aveva messo a punto un bastone per non vedenti che utilizzava un sistema di rilevazione degli ostacoli (ecolocalizzazione) basato sullo stesso principio del “sonar” biologico di cui sono dotati i pipistrelli (tale bastone venne chiamato Batcane, il “Bat-bastone”).

L’11 gennaio 2003 è arrivata un’altra notizia – riportata dal “Journal of the American Hearth Association” – che non può che inorgoglire gli amanti di questo piccolo mammifero volante. Si è scoperto che alcuni pipistrelli vampiro utilizzano un anticoagulante per suggere il sangue dalle loro prede. Tale anticoagulante – ricavato dalla saliva del pipistrello Desmodus rotundus, 7,5 cm di lunghezza per 3,5 cm di apertura alare – è stato utilizzato per la realizzazione del farmaco Dspa. Il particolare enzima contenuto nella saliva di questo minuto chirottero sembra infatti sia efficace nella terapia a cui si fa ricorso nelle ore immediatamente successive ad un ictus causato da blocco dell’afflusso di sangue al cervello.
Ancora una volta il pipistrello in questo caso vampiro – temuto per il rischio che il suo morso possa trasmettere la rabbia – si rivela una preziosa fonte di conoscenza per la comunità scientifica internazionale.

L’evoluzione delle ali dei pipistrelli…ecco perche’ hanno le ali!

Posted in ali, animali, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, zoologia on Novembre 21, 2007 by miriell

Una mutazione in un singolo gene avrebbe consentito ai pipistrelli di far crescere le ali e di cominciare a volare, uno sviluppo che potrebbe spiegare perché questi animali hanno fatto la loro comparsa così all’improvviso, circa 50 milioni di anni fa, nei reperti fossili.

I più antichi pipistrelli fossili, infatti, assomigliano notevolmente a quelli moderni: possiedono ali formate da membrane tese fra le lunghe dita, e strutture auricolari progettate per la localizzazione dell’eco.

Non è mai stato trovato alcun fossile di un animale intermedio fra i pipistrelli e i mammiferi loro antenati che non volavano. Ora Karen Sears dell’Università del Colorado ne ha scoperto il motivo. Cercando di capire da dove si sono evolute le dita specializzate dei pipistrelli, Sears ha confrontato il loro sviluppo embriologico con quello delle dita dei topi.
In entrambi gli animali, le dita si formano da cellule di cartilagine che si dividono e maturano in ossa in regioni chiamate placche di accrescimento.

Nei pipistrelli, tuttavia, una regione chiave chiamata zona ipertrofica risulta molto più grande rispetto ai topi, e questo consente alle loro dita di diventare più lunghe. La differenza è controllata da un singolo gene, BMP2, che fa parte di una famiglia di geni importanti per lo sviluppo degli arti nei mammiferi. Sears ha scoperto che nella regione ipertrofica dei pipistrelli, ma non nei topi, è presente una proteina prodotta da BMP2. Applicando questa proteina alle dita di embrioni di topi che crescevano in laboratorio, queste si sono allungate proprio come nei pipistrelli.
Secondo la ricercatrice, i pipistrelli hanno cominciato a evolversi quando questo gene è stato attivato. Nonostante si tratti di un piccolo cambiamento, la capacità di sviluppare dita più lunghe potrebbe spiegare come mai i pipistrelli hanno sviluppato il volo così rapidamente. Lo studio è stato presentato al convegno della Society of Vertebrate Paleontology di Denver.
Fonte: Le Scienze (16/11/2004)

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