Ciao a tutti;) La mia nuova pagina web sui pipistrelli …andate all’indirizzo : www.pipistrelli-chirotteri.com
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Pipistrelli-chirotteri.com NUOVA PAGINA WEB SUI PIPISTRELLI
Posted in animali, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, ultrasuoni, zoologia on Settembre 11, 2008 by miriellScoperto il nuovo Vespertilio di Alcathoe
Posted in biologia, ecologia, scienze, ultrasuoni, zoologia on Agosto 20, 2008 by miriellI pipistrelli rappresentano un gruppo di mammiferi particolarmente affascinanti dal punto di vista del loro contributo alla biodiversità. Molte specie, dette criptiche o gemelle, sono così simili tra loro che la distinzione basata sul piano anatomico risulta di estrema difficoltà se non impossibile. Tuttavia, con le potenti tecniche molecolari attualmente a disposizione della scienza, è possibile svelare che quanto si riteneva fosse un’unica specie è in realtà un insieme di due o più specie.
link sul mio nuovo sito dove troverete i dettagli della scoperta
Scoperto il fossile del più antico pipistrello
Posted in ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, zoologia on Maggio 11, 2008 by miriellE’ stato scoperto, nel Wyoming negli Stati Uniti, l’anello mancante fra il moderno pipistrello e gli antenati incapaci di volare. La nuova specie, chiamata Onychonycteris finneyi, appartiene all’ordine dei Chiroptera ed e’ descritta su Nature da un gruppo di ricerca coordinato da Nancy Simmons del museo Americano di Storia Naturale. ‘Appena abbiamo visto il fossile, abbiamo subito notato la sua unicita” ha osservato Simmons. ‘Si tratta chiaramente di un pipistrello – ha aggiunto – ma diverso da tutti quelli gia’ noti’.
Il fossile, che risale a circa 52 milioni di anni e che rappresenta il piu’ antico pipistrello mai conosciuto, fa luce anche su un annoso dibattito dimostrando definitivamente che l’ecolocazione, l’emissione di ultrasuoni, dei quali i pipistrelli poi captano i segnali riflessi per navigare e cacciare le prede, e’ stata sviluppata dopo l’abilita’ di volare.
Nel cranio dell’esemplare, infatti, mancano le strutture ossee che si trovano all’interno e dentro le orecchie dei moderni pipistrelli capaci di emettere ultrasuoni. Ma le sorprese non finiscono qui, l’attento esame dello scheletro dell’Onychonycteris ha rivelato, per esempio, che l’esemplare possedeva artigli su tutte le cinque dita, contrariamente ai moderni pipistrelli che hanno artigli sono su due dita. Questa caratteristica insieme con le proporzioni degli arti (zampette posteriori piu’ lunghe di quelle anteriori) dimostra, inoltre, che questi piccoli mammiferi erano anche in grado di arrampicarsi sugli alberi e appendersi ai rami.
Le corte e larghe ali, invece, suggeriscono che l’esemplare non fosse in grado di volare per lunghi tratti e velocemente come i moderni pipistrelli. Mentre una larga coda, simile a quella che i moderni pipistrelli usano per catturare le prede, era usata come profilo alare per aiutarsi nel volo. I denti del fossile, infine, secondo lo studio, indicano che la dieta dell’antico pipistrello fosse composta soprattutto da insetti, come i moderni discendenti.
Studio getta nuova luce sul magnetismo animale dei pipistrelli
Posted in animali, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, ultrasuoni, zoologia on Aprile 19, 2008 by miriell
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Un gruppo di scienziati ha scoperto che i pipistrelli utilizzano una sostanza magnetica chiamata magnetite come «bussola interna» di ausilio all”orientamento. La ricerca, che è stata parzialmente finanziata dall”Unione europea attraverso una borsa di studio Marie Curie, è stata pubblicata sulla rivista «PLoS ONE».
La capacità dei pipistrelli di orientarsi utilizzando il campo magnetico della Terra è stata scoperta nel 2006, ma finora il meccanismo impiegato è rimasto un mistero. Utilizzano un sistema dipendente dalla luce, come molti altri volatili, oppure nelle loro cellule, come in quelle di alcuni altri animali, sono presenti speciali scomparti contenenti magnetite che fungono da bussola? In quest”ultimo studio, un gruppo di scienziati dell”Università di Leeds (Regno Unito) e dell”Università di Princeton (USA) ha esposto alcuni pipistrelli bruni giganti (Eptesicus fuscus) a un impulso magnetico 5.000 volte più forte del campo magnetico della Terra, ma orientato nella direzione opposta. Se, come si ritiene, la capacità magnetica dei pipistrelli si basa sulla magnetite, tale impulso invertirà la polarità delle particelle di magnetite, trasformando effettivamente il nord in sud. «Avevamo tre gruppi di pipistrelli. Uno era stato sottoposto all”impulso magnetico con un diverso orientamento, mentre un gruppo di controllo non aveva ricevuto alcun impulso», ha spiegato il dottor Richard Holland dell”Università di Leeds. «Il terzo gruppo era stato esposto all”impulso, ma con lo stesso orientamento del campo magnetico della Terra. Includendo questo gruppo nello studio, avremmo potuto facilmente constatare se i cambiamenti comportamentali scaturissero dalla confusione provocata dall”impulso stesso anziché dall”impatto del suo orientamento sulla magnetite.» Successivamente i pipistrelli sono stati liberati e il loro percorso è stato seguito tramite radiotrasmettitori applicati sugli animali. È emerso che il gruppo di controllo ha fatto ritorno a casa come al solito, analogamente ai pipistrelli che avevano ricevuto un impulso orientato nella stessa direzione del campo magnetico della Terra. Tuttavia, la metà dei pipistrelli che era stata esposta a un impulso orientato in senso contrario rispetto al campo magnetico della Terra si è diretta nella direzione opposta. «Questo risultato ha dimostrato chiaramente che è la magnetite presente nelle cellule dei pipistrelli a orientare la loro direzione; siamo infatti riusciti a modificare il modo in cui questi animali utilizzavano tale sostanza come una bussola interna, trasformando il nord in sud», ha osservato il dottor Holland. I pipistrelli che sono volati nella direzione giusta avrebbero potuto ricorrere a segnali di orientamento supplementari quando si sono resi conto che qualcosa non andava nella loro sensibilità magnetica, ipotizzano gli scienziati. È stato scoperto che un”ampia varietà di specie possiede una sensibilità magnetica, tra cui uccelli, insetti, aragoste, salamandre, tartarughe, pesci, mammiferi e batteri. La prossima sfida per i ricercatori sarà scoprire il funzionamento della sensibilità magnetica nei pipistrelli. «Per ora, non si conosce l”ubicazione delle cellule recettrici che contengono la magnetite nei pipistrelli e, inoltre, non è ancora stato possibile definire la struttura di questo tipo di cellule in alcun animale», dichiarano i ricercatori. «Per capire il funzionamento della magnetoricezione da parte delle cellule che contengono magnetite è indispensabile riuscire a definire l”ultrastruttura dei magnetorecettori.» |
Un pipistrello tutto sardo….
Posted in animali, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze on Dicembre 12, 2007 by miriellAnche in Africa i “topi volanti” sono famosissimi :)
Posted in animali, biologia, chirotteri, ecologia, ultrasuoni on Novembre 23, 2007 by miriellL’evoluzione delle ali dei pipistrelli…ecco perche’ hanno le ali!
Posted in ali, animali, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, zoologia on Novembre 21, 2007 by miriellUna mutazione in un singolo gene avrebbe consentito ai pipistrelli di far crescere le ali e di cominciare a volare, uno sviluppo che potrebbe spiegare perché questi animali hanno fatto la loro comparsa così all’improvviso, circa 50 milioni di anni fa, nei reperti fossili.
I più antichi pipistrelli fossili, infatti, assomigliano notevolmente a quelli moderni: possiedono ali formate da membrane tese fra le lunghe dita, e strutture auricolari progettate per la localizzazione dell’eco.
Non è mai stato trovato alcun fossile di un animale intermedio fra i pipistrelli e i mammiferi loro antenati che non volavano. Ora Karen Sears dell’Università del Colorado ne ha scoperto il motivo. Cercando di capire da dove si sono evolute le dita specializzate dei pipistrelli, Sears ha confrontato il loro sviluppo embriologico con quello delle dita dei topi.
In entrambi gli animali, le dita si formano da cellule di cartilagine che si dividono e maturano in ossa in regioni chiamate placche di accrescimento.
Nei pipistrelli, tuttavia, una regione chiave chiamata zona ipertrofica risulta molto più grande rispetto ai topi, e questo consente alle loro dita di diventare più lunghe. La differenza è controllata da un singolo gene, BMP2, che fa parte di una famiglia di geni importanti per lo sviluppo degli arti nei mammiferi. Sears ha scoperto che nella regione ipertrofica dei pipistrelli, ma non nei topi, è presente una proteina prodotta da BMP2. Applicando questa proteina alle dita di embrioni di topi che crescevano in laboratorio, queste si sono allungate proprio come nei pipistrelli.
Secondo la ricercatrice, i pipistrelli hanno cominciato a evolversi quando questo gene è stato attivato. Nonostante si tratti di un piccolo cambiamento, la capacità di sviluppare dita più lunghe potrebbe spiegare come mai i pipistrelli hanno sviluppato il volo così rapidamente. Lo studio è stato presentato al convegno della Society of Vertebrate Paleontology di Denver.
38th North American Symposium on Bat Research
Posted in USA, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, ultrasuoni, zoologia on Novembre 15, 2007 by miriellDal 22 al 25 ottobre 2008 negli USA Ssi terra’ un workshop molto interessante …vai al link :)
Immagine di Cal Butchkowski
Divergent echolocation call frequencies in insular rhinolophids (Chiroptera):a case of character displacement?
Posted in Rhinolophus, animali, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, ferro di cavallo, pipistrelli, scienze, ultrasuoni, zoologia on Novembre 10, 2007 by mirielldi
Danilo Russo, Mauro Mucedda, Monica Bello, Stefania Biscardi,
Ermanno Pidinchedda and Gareth Jones
Anche il Piemonte si impegna nella tutela dei pipistrelli :)
Posted in Ministero Ambiente, Piemonte, animali, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, zoologia on Novembre 9, 2007 by miriellVi segnalo un link interessante del centro regionale chirotteri Piemonte
