Che furbetti i pipistrelli ;)

Pubblicato su animali, chirotteri, fauna, pipistrelli il Giugno 23, 2008 da miriell

Alcuni ricercatori statunitensi hanno scoperto che probabilmente, per evitare fastidiose interferenze, alzano la “voce”. O meglio riescono a modulare, in una frazione di secondo, la frequenza del suono emesso su un tono più alto (di solito di 3 kilohertz), rispetto ai compagni di caccia. È questo, secondo i ricercatori, il trucco che permette loro di avere sempre il pasto assicurato. Un sistema che potrebbe essere utilizzato per migliorare le prestazioni dei radar utili alla navigazione aerea.

II Convegno Italiano sui chirotteri

Pubblicato su animali, chirotteri, pipistrelli, ultrasuoni, zoologia il Giugno 1, 2008 da miriell

link 

 

 

Scoperto il fossile del più antico pipistrello

Pubblicato su ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, zoologia il Maggio 11, 2008 da miriell

E’ stato scoperto, nel Wyoming negli Stati Uniti, l’anello mancante fra il moderno pipistrello e gli antenati incapaci di volare. La nuova specie, chiamata Onychonycteris finneyi, appartiene all’ordine dei Chiroptera ed e’ descritta su Nature da un gruppo di ricerca coordinato da Nancy Simmons del museo Americano di Storia Naturale. ‘Appena abbiamo visto il fossile, abbiamo subito notato la sua unicita” ha osservato Simmons. ‘Si tratta chiaramente di un pipistrello - ha aggiunto - ma diverso da tutti quelli gia’ noti’.
Il fossile, che risale a circa 52 milioni di anni e che rappresenta il piu’ antico pipistrello mai conosciuto, fa luce anche su un annoso dibattito dimostrando definitivamente che l’ecolocazione, l’emissione di ultrasuoni, dei quali i pipistrelli poi captano i segnali riflessi per navigare e cacciare le prede, e’ stata sviluppata dopo l’abilita’ di volare.
Nel cranio dell’esemplare, infatti, mancano le strutture ossee che si trovano all’interno e dentro le orecchie dei moderni pipistrelli capaci di emettere ultrasuoni. Ma le sorprese non finiscono qui, l’attento esame dello scheletro dell’Onychonycteris ha rivelato, per esempio, che l’esemplare possedeva artigli su tutte le cinque dita, contrariamente ai moderni pipistrelli che hanno artigli sono su due dita. Questa caratteristica insieme con le proporzioni degli arti (zampette posteriori piu’ lunghe di quelle anteriori) dimostra, inoltre, che questi piccoli mammiferi erano anche in grado di arrampicarsi sugli alberi e appendersi ai rami.
Le corte e larghe ali, invece, suggeriscono che l’esemplare non fosse in grado di volare per lunghi tratti e velocemente come i moderni pipistrelli. Mentre una larga coda, simile a quella che i moderni pipistrelli usano per catturare le prede, era usata come profilo alare per aiutarsi nel volo. I denti del fossile, infine, secondo lo studio, indicano che la dieta dell’antico pipistrello fosse composta soprattutto da insetti, come i moderni discendenti.

Chi ha paura dei pipistrelli?

Pubblicato su animali, biologia, chirotteri, fauna, pipistrelli il Maggio 11, 2008 da miriell
Particolari del musetto di un pipistrelloCome fanno i lepidotteri ad accorgersi dell’attacco dei loro principali predatori notturni, i pipistrelli? Le loro orecchie sono infatti tra le più semplici dell’intero regno animale, con appena 2 o 4 neuroni sensibili alle vibrazioni attaccati a un piccolo timpano. Un nuovo studio ha dimostrato che la loro sensibilità cambia in base al suono emesso dai pipistrelli. Più questi si avvicinano, più ovviamente aumenta la frequenza e la forza del suono che emettono: e l’orecchio del lepidottero si adatta dinamicamente e diventa più percettivo. Come se non bastasse, l’orecchio dell’insetto rimane particolarmente all’erta per alcuni minuti dopo l’attacco, pronto a percepire il ritorno del nemico.

Studio getta nuova luce sul magnetismo animale dei pipistrelli

Pubblicato su animali, biologia, chirotteri, ecologia, fauna, pipistrelli, scienze, ultrasuoni, zoologia il Aprile 19, 2008 da miriell

 

 Un gruppo di scienziati ha scoperto che i pipistrelli utilizzano una sostanza magnetica chiamata magnetite come «bussola interna» di ausilio all”orientamento. La ricerca, che è stata parzialmente finanziata dall”Unione europea attraverso una borsa di studio Marie Curie, è stata pubblicata sulla rivista «PLoS ONE».

La capacità dei pipistrelli di orientarsi utilizzando il campo magnetico della Terra è stata scoperta nel 2006, ma finora il meccanismo impiegato è rimasto un mistero. Utilizzano un sistema dipendente dalla luce, come molti altri volatili, oppure nelle loro cellule, come in quelle di alcuni altri animali, sono presenti speciali scomparti contenenti magnetite che fungono da bussola?

In quest”ultimo studio, un gruppo di scienziati dell”Università di Leeds (Regno Unito) e dell”Università di Princeton (USA) ha esposto alcuni pipistrelli bruni giganti (Eptesicus fuscus) a un impulso magnetico 5.000 volte più forte del campo magnetico della Terra, ma orientato nella direzione opposta. Se, come si ritiene, la capacità magnetica dei pipistrelli si basa sulla magnetite, tale impulso invertirà la polarità delle particelle di magnetite, trasformando effettivamente il nord in sud.

«Avevamo tre gruppi di pipistrelli. Uno era stato sottoposto all”impulso magnetico con un diverso orientamento, mentre un gruppo di controllo non aveva ricevuto alcun impulso», ha spiegato il dottor Richard Holland dell”Università di Leeds. «Il terzo gruppo era stato esposto all”impulso, ma con lo stesso orientamento del campo magnetico della Terra. Includendo questo gruppo nello studio, avremmo potuto facilmente constatare se i cambiamenti comportamentali scaturissero dalla confusione provocata dall”impulso stesso anziché dall”impatto del suo orientamento sulla magnetite.»

Successivamente i pipistrelli sono stati liberati e il loro percorso è stato seguito tramite radiotrasmettitori applicati sugli animali. È emerso che il gruppo di controllo ha fatto ritorno a casa come al solito, analogamente ai pipistrelli che avevano ricevuto un impulso orientato nella stessa direzione del campo magnetico della Terra. Tuttavia, la metà dei pipistrelli che era stata esposta a un impulso orientato in senso contrario rispetto al campo magnetico della Terra si è diretta nella direzione opposta.

«Questo risultato ha dimostrato chiaramente che è la magnetite presente nelle cellule dei pipistrelli a orientare la loro direzione; siamo infatti riusciti a modificare il modo in cui questi animali utilizzavano tale sostanza come una bussola interna, trasformando il nord in sud», ha osservato il dottor Holland. I pipistrelli che sono volati nella direzione giusta avrebbero potuto ricorrere a segnali di orientamento supplementari quando si sono resi conto che qualcosa non andava nella loro sensibilità magnetica, ipotizzano gli scienziati.

È stato scoperto che un”ampia varietà di specie possiede una sensibilità magnetica, tra cui uccelli, insetti, aragoste, salamandre, tartarughe, pesci, mammiferi e batteri. La prossima sfida per i ricercatori sarà scoprire il funzionamento della sensibilità magnetica nei pipistrelli.

«Per ora, non si conosce l”ubicazione delle cellule recettrici che contengono la magnetite nei pipistrelli e, inoltre, non è ancora stato possibile definire la struttura di questo tipo di cellule in alcun animale», dichiarano i ricercatori. «Per capire il funzionamento della magnetoricezione da parte delle cellule che contengono magnetite è indispensabile riuscire a definire l”ultrastruttura dei magnetorecettori.»
Fonte: Cordis (03/03/200 8)

Api e pipistrelli: misteriosa peste

Pubblicato su animali, biologia, chirotteri, fauna, pipistrelli, scienze il Marzo 31, 2008 da miriell

A Fiesole pensano ai pipistrelli ;)

Pubblicato su animali, chirotteri, pipistrelli, scienze, zoologia il Febbraio 19, 2008 da miriell

Guardate questo video !

link

Seminari 2008 sui pipistrelli in Inghilterra:)

Pubblicato su animali, biologia, chirotteri, fauna, pipistrelli, scienze, zoologia il Gennaio 23, 2008 da miriell

link

Seminario interessantissimo :)

Museo dei pipistrelli in Ungheria

Pubblicato su Uncategorized il Gennaio 11, 2008 da miriell

L’originale struttura si trova ad Abaliget, una località nella regione di Baranya, nell’Ungheria meridionale, a pochi chilometri dal capoluogo della regione, Pecs. Nel museo sono esposte tutte le 24 specie di pipistrelli che vivono in Ungheria. Il museo è stato allestito accanto all’ingresso delle grotte di stalattiti di Abaliget, frequentata attrazione naturalistica della zona.

Senatore repubblicano che protegge i pipistrelli :)

Pubblicato su animali, biologia, chirotteri il Gennaio 11, 2008 da miriell

Il senatore repubblicano John Cornyn è uno dei più impegnati nella battaglia contro l’immigrazione illegale. Ma se il senatore vuole fermare gli esseri umani che attraversano clandestinamente il confine fra il Texas e il Messico, è invece pronto ad accogliere a braccia aperte un altro tipo di immigrato, e in sua difesa ha anche scritto una vibrante lettera ai suoi concittadini texani. Il senatore Cornyn vuole proteggere l’immigrazione dei pipistrelli.

I pipistrelli che arrivano dal Messico sono infatti una mano benedetta sia per l’agricoltura statunitense, sia per il benessere degli abitanti delle città: divorano alcuni insetti che distruggerebbero le pannocchie, proteggendo così i raccolti, e si ingozzano di zanzare, mosche, zecche e scorpioni, riducendo per i texani la necessità di ricoprirsi di zanzarifugo durante l’estate.

In questi giorni, i pipistrelli del Texas stanno migrando alla rovescia, tornano verso il sud, verso il mite clima messicano. Dalle caverne a nord di San Antonio, dai tunnel abbandonati delle ferrovie verso Fredericksburg, e dall’abitato di Austin si levano in volo a milioni. E a salutarli, con un affetto che in genere viene riservato per le rondini, ci sono folle di turisti. Lo stesso entusiasmo si ripeterà verso la fine di marzo, al momento del loro ritorno. La Società per la protezione dei pipistrelli farà sapere in anticipo quando si aspetta l’arrivo degli stormi, e la gente si disporrà ad aspettarli, in un’atmosfera di festa.

Ma non è stato sempre così. Negli anni Ottanta, mentre ad Austin si stava restaurando il ponte di Congress Avenue, e si scoprì che era diventato rifugio di migliaia di pipistrelli, la popolazione reagì con paura e chiese che i poveri mammiferi venissero distrutti. Ci volle un grande sforzo da parte degli ambientalisti per far capire agli abitanti della bella città di Austin che quegli stormi non portavano male, ma solo bene. La campagna educativa è stata così attenta e seria, che la colonia del Ponte di Congress Avenue conta oggi un milione e mezzo di individui, mentre quella delle caverne di San Antonio supera i venti milioni. Ed è raro trovare un texano che non sappia recitarti con orgoglio quanto siano importanti i pipistrelli per il benessere umano.

La lotta ambientalista ha anche trovato alleati nei politici, e la passione con cui Cornyn l’ha abbracciata prova che i pipistrelli texani sono “bipartisan”. In questa lotta, infatti, gli ambientalisti sono diventati alleati degli agricoltori e dell’industria del turismo, perché se gli ambientalisti sono felici di vedere protetto un animale che per secoli è stato perseguitato senza ragione, gli agricoltori ne apprezzano il fenomenale lavoro anti-insetti, e l’industria del turismo ci fa milioni di dollari organizzando visite guidate alle colonie.

Anche noi in Italia abbiamo tante colonie di pipistrelli. E anche da noi ci sono schiere di ecologisti che si battono per proteggerli da coloro che vorrebbero sterminarli per ignoranza o per interesse. Quello che ci manca è un senatore, o un leader politico (o una star del cinema, perché no!), che si faccia loro paladino sul palcoscenico nazionale, e che ci convinca che il pipistrello forse non sarà carino da vedersi, ma ci è amico, e come tale dovremmmo trattarlo.

QUEST’AMERICA  di Anna Guaita